poesie 
natura

Leggi i versi che la vita mi ha ispirato e approfondiscine il significato attraverso le note di contesto.

È primavera

Non senti l’antica magia
di un canto gioioso di festa?! ...
Non senti l’ebbrezza innocente
del cuore tornato bambino?!

Non senti quest’onda che sale,
si gonfia, tracima impetuosa
la voglia struggente di amare
nel petto ancor molle di pianto?!

Ascolta… La turgida zolla
si rompe al tepore del sole,
la terra si scrolla di dosso
il gelido, greve torpore.

Trascorre la linfa nei tronchi,
tintinna il cristallo nel rio …
Un brivido, un dolce tremore …
la tumida brocca si schiude. 

Andiamo … nel nido c’è amore,
un trillo ed un tenero frullo …
Nell’aria fragrante di odori
si scaldano e inebriano i cuori.

Su vieni ... Corriamo nel cielo …
Cantiamo, inneggiamo all’amore!
Danziamo leggeri, sì come
libellule e petali d’ala…

È primavera!

Torna ancora la mia primavera

Pensavo non dovesse mai accadere … eppure, quando mi perdo nei ricordi e nella natura, torna ancora la mia primavera.


Sulle viridi gemme
di andate primavere
l’ amico sole
disciolse i suoi colori.
Era quella
la mia primavera.
Sulle care illusioni
dei sogni mai sopiti
la luce ognor distende
la speme sempre amica.
Con lei ritorna ancora
la primavera mia.
Ancora mi ridesto
al verde suo risveglio
e insieme a te, natura,
respiro i dolci effluvi
dei campi tuoi ridesti.
Dai tronchi a me trascorre
la linfa della vita.
Risento in me il piacere
del cuore mio che freme.
Rinasce in me la voglia
di vivere e di amare.
Son io, son io virente
e fresca creatura.
Respiro la tua vita
nell’aria primigenia,
conosco nei tuoi campi
l’eterna giovinezza,
nel cielo d’alabastro
lo smarrimento antico,
l’amore tuo, mio Dio,
negli occhi di un bambino.
Rinasce in me la voglia
di vivere e di amare …
Prendiamoci per mano …
Danziamo intorno al mondo …
Cantiamo il nostro canto
d’amore e di speranza.
Ritorna primavera
con lei torna la vita!

Primavera dei cuori

È tornata primavera! …
Sento il respiro dei campi,
lo stupore delle foglie,
il fremito della vita
nel brivido del risveglio.
In quest’aria diamantina
c’è il sapore dei miei sogni,
nelle gemme iridescenti
la giovinezza eterna,
nello sguardo di un bambino
l’antica tenerezza.
Sento in me la frenesia
di danzare … di cantare ...
Voglio cantare alla vita
il canto gioioso dei bimbi.
Cantiamo in uno con loro,
insieme stretti per mano,
il nostro inno alla vita!


Cordata d'amore


Ti amo, madre terra,
Inesausta e generosa partoriente,
tu che dai vita
senza nulla mai chiedere.
Ti amo, albero amico,
tu che ti doni
senza nulla mai chiedere.
Ti amo sorella acqua,
tu che abbeveri e ristori
senza mai nulla chiedere.
Ti amo fratello sole,
tu che illumini e riscaldi
senza nulla mai chiedere.
Ti amo, fratello,
e t’amerei tanto più ancora
se fossi anche tu un anello
In questa cordata d’amore.

Smarrimento

Nel sole pigro
d'un meriggio d'estate
col tuo silenzio
Mi parli d'amore.

Nell'aria immota,
l'eco d'un canto
fluttua e si strugge
di malinconia.

Tacendo, tu parli
parole d’amore.
Rapito nel sogno
ascolta il mio cuore ...

Ascolta l’arpeggio
del vento che tace …
Nel greve languore
la terra smarrita 

raccoglie le note
del tenero canto
che inebria il mio cuore
e lo porta lontano.

Sperduta e leggera
in questa magia
mi sciolgo in un bacio
e piango d’amore.

Come quel bacio

… a colloquio con la mia anima…


È fresca e dolce l’aria del giardino
in questa primavera settembrina.
Ha in sé il sapore di un lontano aprile
che inebria i cuori della sua magia.

Senti?
Il profumo sottile delle rose,
struggente e dolce come il primo bacio,
ridesta malandrino antichi sogni
e scioglie il cuore mio di nostalgia.

Ascolta.
Il vento che sussurra si fa voce,
amica e di conforto come il pianto.
Voce accorata d’un tempo lontano
che canta la dolcezza dell’aprile.

Ricordi?
Il cuore in boccio come queste rose
schiudeva i sogni suoi al primo sole
e trepido aspettava il primo amore
per intonare il canto della vita.

Senti?
La melodia soave di quel canto
risuona negli effluvi del tramonto
e l’alito del vento, come allora,
illude al sogno questo vecchio cuore.

Socchiudi gli occhi e ruba, anima mia,
ruba quel bacio che non hai più dato
a quell’ amore che non hai vissuto
e ancor t’inebria e non sa dirti addio.

Anima mia, ascolta.

Non senti l’antica magia
di un canto gioioso di festa?! ...
Non senti l’ebbrezza innocente
del cuore tornato bambino?!

Non senti quest’onda che sale,
si gonfia, tracima impetuosa
la voglia struggente di amare
nel petto ancor molle di pianto?!

Ascolta … La turgida zolla
si rompe al tepore del sole,
la terra si scrolla di dosso
il gelido, greve torpore.

Trascorre la linfa nei tronchi,
tintinna il cristallo nel rio …
Un brivido, un dolce tremore …
la tumida brocca si schiude. 

Andiamo … nel nido c’è amore,
un trillo ed un tenero frullo …
Nell’aria fragrante di odori
si scaldano e inebriano i cuori.

Su vieni ... Corriamo nel cielo …
Cantiamo, inneggiamo all’amore!
Danziamo leggeri,
sì come libellule e petali d’ala …

È primavera!

Sogno e realtà


Un’impetuosa voglia di vivere
un’onda rigonfia
di mille spiriti rigeneratori ...
gioia, vigore, amore
in ressa tumultuosa
nel petto mi fanno leggera.
Leggera mi libro nell’aria
tersa come cristallo,
pura come il mio sogno.
Leggera plano
sul prato verde sconfinato.
Giovani felici,
in mille cose intenti,
giocano sul prato verde,
sconfinato.
Corrono sul dorso lucido
di fieri cavalli
Rincorrono la palla
destinata al canestro …
Palleggiano …
Colgono il segno,
saltano con l’asta,
il petto vigoroso,
i muscoli tesi,
gli occhi pieni di vita.
Improvvisa
una folata,
un urto violento
mi strappano lontano.
Disperata turbino
tra blocchi di cemento
freddi giganti mostruosi.
Veloci, uguali, metalliche,
impietose, scorrono
mille lastre di vie
su cui indifferenti
si incrociano
mille e ancora mille
automi di lamiera.
Una nuvola nera,
acre e mefitica
di odori e rumori,
si leva.
Disperata batto i pugni
contro i muri freddi
che inscatolano
gente pallida di morte,
muta,
gli occhi attoniti
sul deserto di pietra,
Le membra flaccide.
Batto i pugni ...
La nuvola nera sale ...
mi avvolge ...
Batto e grido:
- Ridatemi il mio verde.
Ridatemi la vita.
Non chiudetemi
prigioniera
in queste tombe di cemento.
Non uccidete la mia vita!
Prego e grido ...
Nessuno mi ascolta ...
In quel deserto di cemento
l’uomo è cemento ...
è l’automa di lamiera.
C’è solo il mio singhiozzo
nell’indifferenza morta,
solo la mia preghiera
che la nuvola inghiotte,
la mia preghiera
che non vuol morire
che gorgoglia e cerca luce.
Tu, che ancora sei vivo,
raccogli pietoso i frammenti
del mio sogno infranto.
Ricomponili
in un lembo di terra
perché abbia diritto alla vita
il bambino che nasce.

Il sole brilla ancora

Nel sole e nei ricordi cerco la forza di rialzarmi e la voglia di riprendere a sognare con l’antico abbandono.


Questo sole che mi riscalda ancora
nella sera che placida declina
è lo stesso che presso il fiume allora
mi fu amico nei giochi di bambina.

Io giocavo e lui pure a rimpiattino,
occhieggiando nei liquidi diamanti
si celava qua e là quel birichino
nei riflessi dell’acque rutilanti.

Penetrava sornione nel mio cuore
colorava con l’oro i sogni miei
e col verde dei bocci quel pittore
dipingea di speranze i giorni miei.

Questo sole, che mi riscalda ancora
nella sera che placida declina,
inseguire mi vide anche allora
i miei sogni quand’ero signorina.

Con la luce abbagliante ed il calore
un’indomita forza egli mi dava,
mi spingea con le molle dell’amore
a salire su in alto dove stava.

I miei sogni prendevano colore,
ogni speme sembrava a me più vera.
Nell’andare io non persi mai vigore.
Quanto sole in quella primavera!

Questo sole che mi riscalda ancora
nella sera che placida declina
nei colori del tramonto anche ora
mi accompagna a discendere la china.

Qualche sogno si è perso per la via,
qualche altro è nascosto nel mio cuore,
ci son quelli rubati per magia
e c’è ancora qualcuno che non muore.

E c’è pure quel sogno che si è infranto
ma in quest’ora che cala lentamente
sui frantumi questo sole per incanto
sparge ancora la sua luce impenitente

Fluidità di note

Fluidità di note argentine
si leva dal mio animo ebbro.
Ebbro di sole, di vita,
di verde, di luce.
Fluidità di note impazzite
si leva dal mio cuore appassionato.
Il mio cuore innamorato
si perde nell’estasi della natura.

Ebrezza

Sole … verde … luccichio ...
Bere …
Bere tanta felicità
Correre …
Stringersi agli alberi
nell'abbraccio del sole
inebriati ...
Inebriati di vita ...

Voglia di infinito

Voglia di infinito,
voglia di bere
un calice di felicità,
di stringere l’infinito
al petto,
di rubare smeraldi
alle foglie
e diamanti di luce
al cielo,
per riempire
l’evanescenza
delle mie illusioni.

Ulivo

Austero e silente,
araldo di pace,
paterno tu vegli
su questa collina
e doni inesausto
la liquida ambrosia
che ad ogni pietanza
aggiunge delizia.
Abbracci pietoso
gli uccelli e il viandante,
ci nutri d’amore,
ci canti la pace.

Vita

Vivere.
Vivere la vita
tra gocce di luce,
diamanti iridescenti.

Bere …
Bere tanta felicità.
Correre …

Correre all’abbraccio
dell’albero amico.
Inebriata

vivere il sole,
le tenere note,
gli odori di terra.
Vivere! ...

Vivere la vita
nello stupore ...
Viverla
nell’incanto
della natura.

Sui colori riarsi

Sui colori riarsi
di questo autunno stanco
sommesso e lieve
scende il pianto ...
Ho voglia di tenerezza!